Impianti Zigomatici – Implantologia Zigomatica

E’ predicibile lo Zigomatico?

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Professor. Roberto Conte intervista - Impianti Zigomatici e Pterigoidei denti fissi pazienti senza osso evitando innesti e rialzi

La predicabilità della metodica è supportata da diversi studi presenti in letteratura. In una revisione della letteratura stati analizzati 32 studi che presentano esiti clinici ottenuti con impianti zigomatici. Le pubblicazioni analizzate hanno valutato 1031 pazienti e 2131 impianti zigomatici con un periodo di follow-up da 6 mesi a 12 anni. In totale, 42 impianti sono stati segnalati come falli ti, con un tasso di sopravvivenza globale del 98,1%. I dati preliminari mostrano che la tecnica con impianti zigomatici è altamente predicibile.

I tassi di sopravvivenza degli impianti posizionati contestualmente agli zigomatici, nell’ambito di riabilitazioni miste, nell’area della premaxilla è stato di 95,9% (valutazione condotta su più di 3000 impianti). In un studio condotto dal gruppo di Branemark, su 27 pazienti, nessuno dei 65 impianti zigomatici inserito è fallito in un periodo di follow-up compreso tra 1 e 12 anni. In uno studio invece più recente, condotto dallo stesso team, 28 pazienti sono stati seguiti per 5-10 anni dopo inserimento implantare.

Tre dei 52 impianti zigomatici, con superfici macchinata, sono falliti, mentre degli impianti convenzionali (106) ben 29 sono stati persi. Questi fattori hanno portato al fallimento di 5 protesi su 28. Attualmente non esistono studi randomizzati controllati appropriati che mostrino i vantaggi della tecnica con impianti zigomatici rispetto ad altre procedure di bone augmentation. Inoltre sono stati pubblicati pochi studi a lungo termine su impianti zigomatici con follow-up superiore a 5 anni (Tabella 2) (9, 10, 17, 18, 24, 73, 78); tutti hanno un disegno di coorte prospettico o retrospettivo e sono stati condotti principalmente in istituzioni come università o cliniche specializzate.

Pertanto, i loro risultati a lungo termine potrebbero non essere traslabili sull’attività svolta nelle normali strutture odontoiatriche in cui si pratica libera professione. Un fattore che può pesantemente inficiare il buon successo della terapia con impianti zigomatici è anche la possibilità di complicanze sinusali. Aparicio, in uno studio durato 10 anni, condotto su 172 impianti, 131 regolari e 41 zigomatici, ha valutato questo aspetto. Tre impianti convenzionali sono falliti (tasso di sopravvivenza cumulativo di 10 anni = 97,7%) e due impianti zigomatici sono stati rimossi (10 anni tasso di sopravvivenza cumulativa = 95,1%). Tutti i pazienti hanno mantenuto le protesi in funzione. Un paziente ha fratturato la sua struttura due volte. L’allentamento e la frattura delle viti o degli abutment protesici si sono verificati rispettivamente in sette e quattro pazienti.

Sette pazienti hanno fratturato materiale occlusale (ceramica o resina).

Un dato importante da rilevare è che cinque pazienti hanno avuto sinusite acuta, 14-27 mesi dopo l’intervento, e sono stati trattati con antibiotici. Un paziente ha sviluppato un’infezione dei tessuti molli e successiva perdita di osso crestale e un altro sinusite acuta 10 anni dopo l’intervento. Solo in quest’ultimo caso gli impianti zigomatici sono stati rimossi. Dei pazienti valutati secondo il punteggio di Lund-Mackay, il 54,55% non presentava opacizzazione (Lund-Mackay = 0) in alcun seno. L’ostruzione osteomeatale si è verificata in otto pazienti (due bilaterali). Il 77% ha riportato livelli di soddisfazione superiori all’81% e il 32% ha riportato il punteggio massimo di soddisfazione del 100%.